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Un esempio di posa

Nella messa in opera di un rivestimento in resina è fondamentale curare sia la resa estetica che la funzione strutturale. La preparazione del sottofondo, lo strato intermedio e la sigillatura finale conferiscono al rivestimento le caratteristiche di solidità, efficienza e durabilità nel tempo. Spesso la fase strutturale viene trascurata per velocizzare la messa in opera e contenere in modo ingannevole i costi, dato che non sarà visibile a occhio nudo al termine della posa. 

In questo caso l'incarico consisteva nella realizzazione di un rivestimento materico in colore bianco lucido sulla parete di un bagno domestico. La parete si presentava già rifinita a intonachino e dipinta con vernice bianca.

 - gbresine decorative

Preparazione del sottofondo: viene asportato lo strato di vernice e l’intonachino, tramite scalpello elettrico, in modo da raggiungere il corpo dell'intonaco. Sovrapporre il rivestimento in resina alla parete verniciata sarebbe rischioso, potendosi verificare fenomeni di distacco.

Si procede poi a livellare la parete con uso di cemento strutturale e a consolidarla con uso di primer epossidico in emulsione.

 

 - gbresine decorative

Dopo adeguata stagionatura si posa l’armatura in rete di fibra di vetro, ancorandola con un velo di malta di resina epossidica, carteggiando, aspirando accuratamente la superficie e stendendo un’altra mano di primer epossidico.

Il sottofondo è ora pronto per sostenere al meglio il rivestimento in resina.

 - gbresine decorative

L’aspetto materico viene ottenuto attraverso la posa di due strati di malta di resina epossidica, con successiva carteggiatura: si correggono le irregolarità per ottenere una superficie planare e consentire il futuro allineamento degli arredi pensili (mensole, specchi,  ecc.). Dopo l'aspirazione dei residui di polvere viene applicata un'altra mano di primer epossidico con effetto consolidante e impermeabilizzante.

 - gbresine decorative

La colorazione della parete viene ottenuta miscelando i pigmenti con la malta di resina. La tonalità finale viene raggiunta tramite applicazioni sovrapposte di emulsione epossidica all'acqua, opportunamente colorata. 

Dopo adeguata stagionatura il rivestimento viene sigillato con vari strati di resina epossidica bicomponente all'acqua. L'effetto finale è lucido e luminoso

Il ciclo di posa fin qui descritto è complesso e laborioso, comporta l'utilizzo di svariate miscele di resina epossidica e diverse tecniche di lavorazione, ma il risultato finale garantisce, oltre all’impatto estetico, ottime qualità antigraffio, impermeabilità, resistenza all’usura. Infine, per minimizzare il fenomeno di ingiallimento della colorazione chiara sono selezionate apposite miscele di resina epossidica additivata.